AUTODROMO DI MAGIONE

Indirizzo: Località Bacanella, 06063 Magione (Perugia)
Telefono e fax: 075 / 840303 - 841357
Lunghezza: 2.507 metri

Sito Internet: www.autodromomagione.com
   
LA STORIA
Forse in un bar di un piccolo paese alle porte di Perugia, agli inizi degli anni 70, mentre si discuteva accanitamente di corse e di motori, ad un gruppo di amici venne in mente di crearsi la propria pista personale per dare libero sfogo alla propria passione. Era più o meno la primavera del 1972 quando il nucleo della Scuderia Carpine formato da Lorenzo Rondini, Giulio Capolsini, Umberto Mannocchi, Paolo Bietoloni, Gianni Moretti, Francesco Terradura e Giuseppe Tarpani decise di passare dalle parole ai fatti avviando la realizzazione di un piccolo circuito su un terreno di proprietà di uno dei soci nella valle di Bacanella, una località in pianura a pochi chilometri dall'abitato.

L'autodromo di Magione venne inaugurato nella primavera del 1973 e la prima gara che si corse inaugurò una tradizione destinata a divenire un punto fermo dell'automobilismo italiano per almeno un ventennio: la Pasqua del Pilota. Probabilmente quei quattro amici non immaginavano quanta importanza avrebbe assunto negli anni a venire la loro iniziativa, di certo avevano creato la base per la diffusione della cultura dello sport del motore nel centro Italia. L'autodromo di Magione, che al tempo era uno dei più piccoli d'Italia con una lunghezza di 1650 metri, in breve divenne un impianto di rilevanza nazionale e fu teatro di sfide importanti in tutte le categorie che disputavano una o più prove di campionato sul piccolo impianto umbro che , a dispetto dell'esigua estensione della pista, era considerato molto tecnico e divertente.
Povero nelle strutture (all'inizio vi erano solo una decina di box aperti) l'autodromo di Magione, disponeva però di una grande tribuna coperta capace di contenere fino a 3000 spettatori, gradinate che erano quasi sempre gremite di appassionati pronti ad acclamare gli astri nascenti del momento. Sul podio di Magione in quegli anni si sono alternati i più bei nomi dell'automobilismo italiano come Michele Alboreto, che nel settembre 1979 vinse una prova del tricolore di F.3 precedendo un giovanissimo Enzo Coloni, o Elio De Angelis che nell'agosto del 1977 vinse una gara di Formula 3 partendo dall'ultima fila.

I primi anni di vita del circuito di Magione furono particolarmente intensi e ricchi di manifestazioni non solo automobilistiche ma anche motociclistiche. La nascita dell'impianto infatti concentrò subito l'attenzione dei motoclub della zona tra cui quello di Spoleto che fin dall'inaugurazione dell'impianto ha sempre organizzato manifestazioni di rilievo nel campo delle due ruote arrivando a portare a Magione anche i campionati italiani. Ma il grosso dell'attività sportiva della pista umbra ha riguardato l'automobilismo. Oltre ai campionati italiani su questa pista si sono alternati nel tempo tutti i vari trofei monomarca, centinaia di gare club, ma anche manifestazioni itineranti come la Coppa Italia Autostoriche o il Giro d'Italia che facevano tappa sul circuito del Trasimeno per le prove speciali di velocità.
Fino al 1979 l'impianto fu gestito dalla Scuderia Carpine che ne aveva affidato la direzione a Walter Berardi, personaggio che molti considerano il "papà" dell'automobilismo umbro dell'era moderna. I costi gestionali sempre più consistenti e gli scarsi ricavi di gestione misero in seria difficoltà la Scuderia Carpine che alla fine degli anni 70 mise in vendita l'impianto. Subito tra gli addetti ai lavori si diffuse il timore di veder scomparire il tracciato.
La zona infatti si stava sviluppando e diversi operatori dimostrarono interesse per quella vasta area dove era possibile realizzare insediamenti sportivi ma anche industriali. In soccorso dell'Autodromo arrivarono però le istituzioni locali capeggiate dall'Automobile Club di Perugia, al tempo presieduto dall'Ing. Massimo Mazzi, che rilevarono l'intera struttura dando così un forte segnale di continuità. Nella cordata dei nuovi acquirenti era presente anche l'Automobile Club di Terni, il Comune di Magione e l'Amministrazione Provinciale di Perugia che con il loro coinvolgimento vollero dare un segnale di appoggio concreto da parte degli enti pubblici locali a favore non solo della sopravvivenza ma anche e soprattutto dello sviluppo dell'impianto. Con la nuova gestione dell'ACI l'Autodromo di Magione venne ribattezzato Autodromo dell'Umbria e intitolato alla memoria di uno dei più grandi piloti italiani del passato, il ternano Mario Umberto Borzacchini.

L'Autodromo ha vissuto lo sviluppo maggiore nell'ultimo decennio grazie ad una serie di interventi che hanno reso la pista e le strutture non solo più sicure ma anche adeguate ad ospitare un numero maggiore di spettatori e gare di importanza nazionale ed internazionale. Il passo più importante riguarda però l'ampliamento della pista, che a metà degli anni 90 è stata allungata passando dagli originari 1650 metri agli attuali 2507. Parallelamente sono state adeguate anche le infrastrutture con la creazione di un nuovo e più ampio paddock, la realizzazione di venti box e della nuova palazzina servizi comprendente la direzione gara, la sala stampa e la cabina di cronometraggio. Il Borzacchini oggi è un impianto moderno ed in continua evoluzione, al passo con i tempi e soprattutto adeguato alle esigenze di chi pratica l'attività agonistica.
La sua collocazione geografica, proprio al centro della penisola, lo rende facilmente raggiungibile da ogni parte d'Italia e per questo motivo, oltre alla consistente attività sportiva, la struttura è utilizzata da diverse scuole di pilotaggio per auto e moto italiane ed estere, per manifestazioni private o per presentazioni di vario tipo e comunque legate al mondo delle due e delle quattro ruote.



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