AUTODROMO DI MAGIONE

Indirizzo: Località Bacanella, 06063 Magione (Perugia)
Telefono e fax: 075 / 840303 - 841357
Lunghezza: 2.507 metri

Sito Internet: www.autodromomagione.com
   
IL CIRCUITO
L'autodromo di Magione è il circuito adatto per provare le prime emozioni della guida in pista con le nostre moto. Per chi non ha mai girato in pista oppure per chi ancora non lo ha mai fatto a Magione ecco alcuni consigli. Il circuito è lungo 2507 metri, azzerando il contakm potremo sapere quanti giri abbiamo fatto. Prima di entrare in pista è importante regolare le sospensioni per irrigidire il comportamento della moto e renderla più stabile e meno soggetta ad ondeggiamenti. Ridurre di qualche scatto l'estensione e la compressione della forcella anteriore può essere sufficente. L'ingresso in pista avviene appena dopo il traguardo, il primo giro serve per scaldare le gomme e non è necessario andare subito forte. Memorizziamo la posizione dei commissari di pista che con le loro bandiere segnalano possibili situazioni di pericolo o la fine dei turni. Proviamo a 'capire' ogni curva, quale traiettoria fare, cosa fare subito dopo, se prepararci ad un uscita di curva con il gas spalancato oppure essere pronti a buttare giù la moto dall'altra parte.
La pista di Magione presenta due rettilinei principali e due zone di curve che li raccordano. La prima curva alla fine del rettilineo dei box è la 'traliccio'. In questa curva si arriva molto veloci, è importante staccare bene tenendosi sulla sinistra e chiudere subito sulla corda. In uscita teniamo il gas spalancato e portiamoci sulla destra perché ci aspetta un piccolo rettilineo prima dei 'vecchi box'. Questa curva è da ginocchio a terra, uscite con il corpo ed appoggiate la saponetta sinistra sull'asfalto. La curva successiva arriva subito dopo un brevissimo tratto dritto, è la 'esse tornantino' da percorrere già pronti a buttare la moto dall'altra parte per affrontare il 'tornantino', una curva stretta a destra impegnativa e dove è facile sbagliare allargando. Appena dopo il 'tornantino' un'altra curva a destra, il 'muro' ci porterà sul rettilineo principale.
Questa curva è molto facile da percorrere ma pochi azzeccano la traiettoria giusta, infatti si è tutti presi dallo spalancare il gas che non si fa attenzione all'uscita di curva. Proviamo a tenerci sulla corda e appena superata spalanchiamo il gas portandoci a sfiorare il cordolo sinistro che già siamo sul rettilineo. Questo va percorso in velocità mettendoci in carena, come riferimento per la staccata ci sono dei cartelli al termine che segnalano la distanza, iniziate staccando tra 150 e 100 poi dopo qualche giro provate a farlo tra 100 e 50 e così via. La prossima piega è il 'curvone', questa volta limeremo la saponetta destra, infatti la curva è ampia e regolare. Unica attenzione è l'asfalto che in certi punti presenta delle zone di raccordo, ma se seguiamo la traiettoria ideale non le attraversiamo. In chiusura di curva non abbiamo il tempo di ritirare su la moto che subito ecco la 'monte sperello', una curva che chiude di più e che preannuncia un tratto dove dovremo agire di continuo di braccia e di gambe per indirizzare la moto. Sempre fondamentali sono le traiettorie, chiudete sulla corda, uscite comunque con il corpo, per scendere in piega senza uscire con il corpo occorre inclinare molto di più la moto e specie con il Monster è tutto un grattare scarichi e leve (lo scarico destro e la leva del cambio a sinistra per primi). Invece uscendo con il corpo dalla sella ginocchio a terra la moto tocca di meno e si rischia meno. Le curve sono la 'zampini' la 'prima esse' e la 'seconda esse' che appena superata ci fionda sul rettilineo del traguardo, emozionante e da percorrere portandoci sulla sinistra per prepararci nuovamente alla staccata della prima curva. L'asfalto del circuito ha un buon grip, dopo qualche giro le pieghe saranno molto più accentuate di quelle che si possono fare su strada. Occorre però fare attenzione a due cose: fuori dalle traiettorie c'è il solito sporco da evitare e occhio ai cordoli. Sono secondo me il pericolo maggiore, evitateli con cura, esternamente non sono piatti ma hanno una struttura ad onde, se ci finiamo la moto si scompone tanto maggiormente quanto più abbiamo irrigidito le sospensioni. Internamente sono inclinati e presentano un leggero scalino, magari dopo qualche giro potremo appoggiarci le saponette ma evitiamo di finirci con le ruote. I punti più a rischio sono l'uscita del 'tornantino' e il misto prima del rettilineo del traguardo.



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